High Performance Derma Unit: liberare risorse e migliorare l’assistenza

derma unit

Il progetto è una partnership pubblico-privato unica nel suo genere, che ha coinvolto 10 centri di riferimento per la cura della psoriasi per ottimizzare la gestione dei reparti e mettere il paziente al centro del percorso di cura


Il numero di pazienti con una diagnosi di psoriasi è in aumento. L’informazione e la disponibilità di nuove terapie sono certamente fattori che hanno portato più persone a rivolgersi ai centri di riferimento e a monitorarsi, e oggi, solo in Italia, si contano tra 1,2 e 1,8 milioni di pazienti, il 35% delle quali colpito da forme moderate-severe. Nuovi trattamenti, un numero maggiore di casi e il cambiamento del modello di cura della malattia, che oggi richiede un approccio multidisciplinare, costituiscono una vera e propria sfida per i reparti di dermatologia. Difficoltà che possono tradursi in inadeguatezza dei servizi destinati ai pazienti. È per questo che nasce il progetto High Performace Derma Unit (Hpdu), una partnership pubblicoprivato promossa da Novartis, che ha coinvolto 10 centri di riferimento per la cura della psoriasi (Psocare), con l’obiettivo di ottimizzare la gestione dei reparti liberando risorse e migliorando l’assistenza ai pazienti.

“Per prima cosa”, racconta Fabrizio Fiore, Customer Marketing Head di Novartis, “ci siamo avvalsi del lavoro della società di consulenza Ernst Young che, con un approccio quasi ingegneristico, ha individuato le principali criticità di ciascun reparto di dermatologia coinvolto nel progetto. Solo identificando i punti deboli della gestione, è possibile infatti ideare e proporre l’inserimento di cambiamenti organizzativi, volti appunto all’ottimizzazione delle risorse esistenti. In ultima istanza, è necessario monitorare le soluzioni applicate, per capire se il nuovo modello risponde alle esigenze del reparto”.

Il progetto, la cui durata prevista è di 12 mesi, ha già preso corpo in diverse realtà, come all’interno dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, dove, sottolinea il direttore della Uoc di dermatologia Ketty Peris, sta già dando risultati positivi.

“L’intento – continua Fiore – è di estendere Hpdu per altri 3-4 anni, ampliando il numero di centri coinvolti fino a coprire tutto il territorio nazionale. Anche perché quanto imparato nella prima parte del progetto potrà essere facilmente condiviso e adattato a altre realtà, per garantire a ogni paziente lo stesso trattamento con gli stessi elevati standard di qualità in tutta Italia”.

La strada per ottimizzare la cura della psoriasi, comunque, è ancora lunga. E Hpdu non è che uno degli strumenti che permetteranno in futuro di mettere realmente il paziente al centro del percorso di cura. “Intervenire sul percorso del paziente significa andare oltre il farmaco, verso la fornitura di servizi”, spiega Roberto Orsenigo, Medical Franchise Leader Immunology, Hepatology &Dermatology di Novartis. “Servizi che comprendono campagne informative su larga scala sulla malattia e sulle nuove possibilità terapeutiche, per raggiungere le persone potenzialmente affette da psoriasi che però non lo sanno o che hanno rinunciato a curarsi”.

La conoscenza, infine, è essenziale anche per i medici di base, che sono il primo approdo per i pazienti. “Uno dei nostri obiettivi è rendere i medici di famiglia co-protagonisti del percorso di cura dei propri assistiti”, conclude Orsenigo. “Per questo abbiamo personale competente in grado di dialogare con i medici di medicina generale per parlare loro non dei farmaci, ma della malattia e delle corrette modalità di trattamento, rivolgendosi in primis ai centri di riferimento Psocare del territorio”.

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