Psoriasi: a Natale la prevenzione inizia a tavola

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Non esistono ancora prove certe di un rapporto tra alimentazione e psoriasi. Gli esperti sottolineano comunque l’importanza di contenere il peso corporeo, e consigliano di evitare cibi che promuovono l’infiammazione

La psoriasi si combatte anche a tavola? Da tempo gli scienziati si interrogano sulla questione. E la domanda incalza soprattutto oggi, alla vigilia delle feste e delle possibili abbuffate natalizie, quando è importante capire se ci sono degli alimenti che andrebbero limitati. Sorvegliati speciali, alcuni grassi, soprattutto quelli saturi contenuti nelle carni rosse e nelle uova. Ecco alcune regole possibili.

Tenere sott’occhio il peso

“Da anni si parla della relazione fra alimentazione e psoriasi”, sottolinea Aldo Morrone, Direttore scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, “ma non ci sono dati incontrovertibili”. Ciò che è noto, però, è che c’è una relazione della psoriasi con il sovrappeso e l’obesità. “Chi ha peso in eccesso – prosegue Morrone – presenta anche un maggior rischio di sviluppare la psoriasi e di un’esacerbazione della malattia”. Lo conferma ad esempio un recente studio su Jama Dermatology, da cui emerge una forte evidenza del fatto che perdere chili (per chi è sovrappeso o obeso) aiuta a attenuare le manifestazioni. Un primo consiglio, quindi, riguarda l’impegno nel mantenere il peso corporeo nei limiti.

Godetevi il Natale

Il peso corporeo ha quindi un ruolo importante. Cosa dire dei singoli pasti, tipicamente molto abbondanti nei giorni di festa? “Il classico cenone e il pranzo natalizi non hanno alcuna controindicazione – sottolinea Morrone – ed è bene godere di questo piacere”. In generale, prosegue l’esperto, una buona norma è evitare quantità eccessive e ripetute per tutto il periodo delle feste e preferire porzioni più piccole di cibi di buona qualità. Ma anche la compagnia è importante. “Per la psoriasi come per altre malattie basate sull’infiammazione (ma non solo) è importante con chi si è a tavola – sottolinea Morrone. “Se il momento del pasto è vissuto con ansia, perché le persone con cui lo trascorriamo non ci sono gradite o perché viviamo la festa come un obbligo, c’è un maggiore rischio, in soggetti predisposti, di avere un peggioramento dei sintomi”. Per questo è importante ridurre lo stress e, se possibile, vivere la convivialità a tavola con serenità, recuperando il vero significato della festa.

Gli alimenti sconsigliati

Anche se non abbiamo evidenze certe sui cibi sì e i cibi no, ci sono però delle indicazioni possibili. Ad esempio una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi, come gli omega 3, contenuti soprattutto nel pesce, ma anche in alimenti di origine vegetale, fra cui le noci, potrebbe migliorare la psoriasi. “Questo – sottolinea Morrone – probabilmente perché riduce alcuni meccanismi alla base dell’infiammazione. Mentre un’alimentazione ricca di grassi saturi, come carni rosse, insaccati, frattaglie e formaggi grassi, è solitamente correlata con un’esacerbazione della malattia”. Insomma, attenzione alle diete scorrette e protratte nel tempo.

Una delle scelte ideali è la classica dieta mediterranea, anche per chi ha psoriasi. “Frutta, verdura, olio di oliva, legumi, pesce sono i cardini di questa alimentazione”, prosegue Morrone. “Durante le feste è anche possibile riscoprire e re-inventare ricette sulla base di alimenti a volte poco utilizzati, ma presenti nella nostra dieta, come il riso e, sempre fra i prodotti di origine vegetale, la manioca e la tapioca, mentre fra il pesce, il salmone e le aringhe”.

Vino e fritti: sì, moderatamente

Non ci sono controindicazioni per un consumo limitato di vino, come un bicchiere di 100 ml durante il pasto, spiega l’esperto. Ma anche i fritti, ogni tanto, non sono banditi, anche per chi ha la psoriasi. “Se la frittura viene fatta a casa e la si fa solo occasionalmente, con porzioni non eccessive – conclude l’esperto – non c’è alcun divieto”. Insomma, la chiave, come sempre, è la moderazione, anche per chi ha la psoriasi, che può concedersi qualche piacere per la gola senza temere di non stare bene.

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