Psoriasi: il ruolo delle staminali della pelle

staminali

Specifici cambiamenti genetici nei follicoli piliferi delle cellule staminali epidermiche possono portare alla comparsa della psoriasi. Lo studio su Embo Molecular Medicine


Stress, raggi ultravioletti, lesioni della pelle e infezioni. Sono solamente alcuni dei fattori noti per contribuire allo sviluppo della psoriasi. Ma oggi ad aggiungersi a questo elenco e a ricoprire, quindi, un ruolo rilevante nella comparsa dei sintomi di questa malattia, ne arriva ancora un altro. Secondo uno nuovo studio, infatti, a scatenare la psoriasi possono essere specifiche alterazioni genetiche che si verificano nei follicoli piliferi delle cellule staminali della pelle. A dimostrarlo, per ora su un modello animale della malattia, sono stati i ricercatori del Dipartimento di Dermatologia e dell’Istituto clinico di medicina di laboratorio dell’Università di medicina di Vienna, il cui studio è stato appena pubblicato sulla rivista Embo Molecular Medicine.

Il ruolo della genetica nella psoriasi

Oltre ai fattori ambientali, come stress e lesioni della cute, a scatenare la comparsa dei sintomi della psoriasi possono essere anche fattori genetici. Attualmente, infatti, si conoscono circa 70 geni che influenzano la predisposizione a sviluppare questa malattia, quasi tutti coinvolti nel funzionamento del sistema immunitario. Secondo le stime, inoltre, circa il 10% delle persone possiede qualcuno dei geni collegati allo sviluppo della psoriasi, ma quelli attualmente noti rendono conto per non più del 30% dell’ereditabilità della malattia. Vale a dire, quindi, che si tratta di una patologia pluri-genica, causata dalla mutazione di molti geni.

Mutazioni delle staminali

“Siamo stati in grado di dimostrare nei modelli animali che i segnali per lo sviluppo della malattia possono arrivare dall’esterno verso l’interno e viceversa”, spiega l’autore del nuovo studio, Erwin Wagner. Dai risultati delle sperimentazioni condotte su un gruppo di topi, infatti, i ricercatori hanno osservato che specifici cambiamenti genetici nei follicoli piliferi delle cellule staminali epidermiche possono portare a un’espressione non regolata dei fattori di trascrizione, come la proteina Activator protein-1 (Ap-1) che può causare reazioni infiammatorie e, di conseguenza, innescare la psoriasi attraverso il sistema immunitario. “Abbiamo scoperto inoltre che se si disattivano i geni target dei fattori di trascrizione, l’infiammazione può essere rallentata in modo significativo”, commenta l’autore. “Questo risultato rappresenta un passo importante verso una migliore comprensione di questa malattia così eterogenea”, aggiunge Latifa Bakiri, che ha contribuito allo studio.

Il ruolo delle proteine Ap-1 nell’infiammazione cutanea è stato evidenziato anche da un secondo studio svolto dallo stesso team di ricercatori e appena pubblicato sulle pagine di Cell Reports. In questo caso, i ricercatori hanno dimostrato che le Ap-1 sono importanti anche nella dermatite atopica, un’altra comune malattia infiammatoria della pelle. Queste proteine, infatti, regolano la colonizzazione dei batteri come lo Staphylococcus aureus nella pelle, un problema molto diffuso nei pazienti affetti dalla dermatite atopica.

Un possibile target terapeutico

I ricercatori sono stati anche in grado di dimostrare che il mediatore immunitario Tslp (linfopoietina timica stromale), i cui livelli risultano essere molto alti nella psoriasi, svolge un ruolo significativo nel processo di infiammazione. “Se si inibisce il Tslp, la malattia può essere quasi fermata. Questo rende il Tslp un potenziale bersaglio terapeutico futuro”, conclude Wagner, precisando che servirà ancora molto lavoro prima di poter arrivare alle sperimentazioni cliniche e confermare così questi risultati.

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