Secukinumab: efficace anche contro la spondiloartrite assiale

Secukinumab

Il farmaco, già approvato per il trattamento della psoriasi e dell’artrite psoriasica, è efficace anche per i pazienti con spondiloartrite assiale non radiografica. A dimostrarlo è lo studio Prevent, il più ampio mai condotto su questa malattia per un farmaco biologico


Secukinumab è sicuro ed efficace per il trattamento della spondiloartrite assiale non radiografica, una patologia infiammatoria cronica che colpisce oltre un milione e mezzo di persone in Europa e negli Stati Uniti. A confermarlo sono i risultati dello studio clinico di fase 3 Prevent, il più ampio mai condotto per testare l’efficacia di un anticorpo monoclonale su questa popolazione di pazienti, presentati di recente durante il congresso annuale dell’American College of Rheumatology.

Prevent è uno studio clinico randomizzato in doppio cieco tutt’ora in corso, che punta a verificare sicurezza ed efficacia di Secukinumab per il trattamento della spondiloartrite assiale non radiografica. Una patologia cronica caratterizzata da mal di schiena infiammatorio persistente e spesso debilitante, con sintomi simili a quelli della spondilite anchilosante, da cui si discosta per la presenza di un danno articolare non visibile con una radiografia.

Lo studio ha coinvolto 555 pazienti con malattia in fase attiva non gestita efficacemente dai Fans, farmaci di prima linea per questa patologia. E i nuovi risultati confermano l’efficacia del farmaco: a 16 settimane dall’inizio della terapia il 42,2% dei pazienti in terapia con con secukinumab 150 mg ha mostrato una riduzione clinicamente significativa della progressione della patologia, rispetto a placebo. L’anticorpo monoclonale ha dimostrato inoltre di ridurre efficacemente dolore e problemi di mobilità, e di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti.

“Lo studio Prevent ha mostrato, nei pazienti trattati con secukinumab, esiti significativi già a partire dalla settimana 3 e che si protraggono fino a un anno”, ha dichiarato Atul Deodhar, direttore medico della Rheumatology Clinics presso la Oregon Health & Science University e autore responsabile dello studio. “La spondiloartrite assiale non radiografica può presentare una sintomatologia debilitante e, se sarà formalizzata la domanda di approvazione, questa rappresenterebbe un’ulteriore opzione terapeutica rispetto ai trattamenti disponibili”.

Novartis, azienda che ha sviluppato il farmaco, ha recentemente annunciato di aver presentato all’Ema la domanda di approvazione per secukinumab per il trattamento della spondiloartrite assiale non radiografica, e di essere in procinto di presentarla anche all’americana Fda. Se l’iter avrà esito positivo si tratterà della quarta indicazione per secukinumab, un farmaco già approvato per la spondilite anchilosante, nella psoriasi e nell’artrite psoriasica.

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