Secukinumab: nella psoriasi il successo si misura in qualità di vita

qualità di vita

Una buona notizia per chi soffre di psoriasi, direttamente dal meeting annuale dell’American Academy of Dermatology. I nuovi risultati dello studio Clarity, presentati nel corso del congresso tenutosi a Washington, dimostrano infatti che Secukinumab, il primo inibitore della citochina IL-17A interamente umano, è non soltanto efficace, ma anche in grado di rivoluzionare concretamente l’aspetto forse più importante per chi soffre di psoriasi: la qualità di vita. A 16 settimane dall’inizio del trattamento, infatti, oltre due terzi dei pazienti non riporta più fastidi derivanti dalla malattia.

I primi risultati

Lo studio Clarity è una sperimentazione clinica multicentrica, randomizzata e in doppio cieco della durata di 52 settimane, che ha messo a confronto Secukinumab, un inibitore di nuova generazione della citochina IL-17A, con un altro anticorpo monoclonale estremamente utilizzato nel trattamento della psoriasi a placche e dell’artrite psoriasica: l’Ustekinumab.  I pazienti coinvolti hanno ricevuto uno dei due farmaci selezionato a caso secondo le raccomandazioni terapeutiche correnti, e sono stati seguiti fino alla 48esima settimana dall’inizio del trattamento. I primi risultati dello studio sono stati resi noti nel 2018, e dimostravano che Secukinumab è più efficace rispetto all’altro anticorpo monoclonale nell’eliminare le lesioni cutanee della psoriasi a 12 e 16 settimane di terapia.

La qualità di vita

I dati appena presentati a Washington aggiungono un nuovo tassello a questo quadro. Forniscono infatti una stima dei risultati in termini di Dermatology Life Quality Index (Dlqi), un indice che misura l’impatto della malattia sulla qualità di vita dei pazienti su una scala che va da 0/1, nessun impatto, a 30, massimo impatto. A 12 settimane il 64,0% dei pazienti trattati con Secukinumab presentava un Dlqi 0/1, contro il 51,7% di quelli che avevano ricevuto l’Ustekinumab, e a 16 settimane dall’inizio dello studio la percentuale aveva raggiunto, rispettivamente, il 68,4% e il 55,9%.

Obbiettivo: un trattamento completo per la psoriasi

“Siamo orgogliosi di poter presentare un robusto miglioramento dei dati sulla qualità della vita, i quali confermano la nostra fiducia in Secukinumab come trattamento completo per i pazienti affetti da psoriasi”, ha dichiarato Sam Khalil, Worldwide Head of Medical Affairs Immunology, Hepatology and Dermatology di Novartis, azienda produttrice del nuovo farmaco. “Oltre due terzi dei pazienti affetti da psoriasi sperimentano manifestazioni persistenti che vanno oltre le placche cutanee, quali la psoriasi ungueale, la psoriasi del cuoio capelluto e quella palmo-plantare, nonché il coinvolgimento delle articolazioni. Il nostro obiettivo è quello di fornire un trattamento mirato a tutte queste manifestazioni, e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie psoriasiche, con una sicurezza e un’efficacia dimostrate a lungo termine”.

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