Oltre la pelle: quanto è comune lo stigma sociale della psoriasi

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Qualcuno pensa che si tratti di un problema da nulla. Altri ritengono la malattia contagiosa, o ammettono di non stringere con piacere la mano di una persona affetta da psoriasi. Insomma: lo stigma sociale è ancora un grave problema, come emerge da una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology


È una malattia infiammatoria cronica, non trasmissibile. Ma soprattutto: una patologia diffusa, che colpisce circa 125milioni di persone in tutto il mondo. Eppure un terzo della popolazione americana ha ancora le idee molto confuse sulla psoriasi: la ritiene una malattia contagiosa, o magari un disturbo di poco conto. E così, lo stigma sociale rappresenta ancora oggi un ulteriore peso sulle spalle dei pazienti. A mostrare, in numeri e percentuali, questa situazione, è un’indagine condotta dalla University of Pennsylvania, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Academy of Dermatology.

La ricerca

I ricercatori hanno coinvolto 198 volontari scelti a caso e 187 studenti di medicina. A tutti i partecipanti è stato richiesto di rispondere ad un questionario via email dopo aver visto alcune fotografie di persone con psoriasi insieme alle immagini delle lesioni causate dalla malattia. È già noto che questi sintomi, e lo stigma a loro legato, possano avere un impatto negativo sulle relazioni sociali, professionali e intime, ma i ricercatori hanno voluto quantificare le percezioni negative provenienti dall’esterno che gravano sulla quotidianità del paziente.

I risultati

E a guardar bene, la situazione non è delle migliori. Più del 54% degli intervistati infatti ha dichiarato di non voler avere un appuntamento romantico con una persona affetta da psoriasi, il 39% ha ammesso che preferirebbe non stringere la mano a qualcuno affetto dalla malattia, e il 32% che non ospiterebbe con piacere a casa propria qualcuno con questa patologia. Secondo il 27% del campione analizzato la psoriasi sarebbe inoltre contagiosa (fra gli studenti di medicina la percentuale è del 6,4%). Anche la percezione delle qualità che contraddistinguono le persone con la psoriasi è risultata distorta. Sarebbero infatti insicure secondo il 57% degli intervistati (secondo il 60% degli studenti in medicina), poco attraenti per il 45% e tristi per il 35%. Inoltre, ben il 27% dei partecipanti ritiene che la psoriasi non sia una malattia seria e secondo circa il 20% non è dolorosa.

Cosa fare?

Queste sono le cattive notizie, ma ora arrivano quelle buone: lo stigma si può combattere. Come? Con una migliore educazione e sensibilizzando le persone verso questo tema. “Anche il contatto con persone con psoriasi – sottolinea infatti Rebecca Pearl, primo autore dello studio – può aiutare a dissipare false credenze e stereotipi e ridurre le impressioni negative”. In ogni caso, servono ulteriori studi su un campione più vasto per trarre delle conclusioni definitive. Future ricerche serviranno non soltanto per conoscere meglio il problema ma anche, come spiega il coautore Joel Gelfand, per valutare gli effetti delle campagne educative sugli atteggiamenti delle persone verso chi ha la psoriasi. Anche una maggiore inclusione dei pazienti con psoriasi all’interno della formazione medica generale, aggiunge l’autore, può essere importante per aumentare le conoscenze e la sensibilità verso i pazienti.

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