Carenza di vitamina D: un possibile fattore di rischio per la psoriasi

vitamina D

La carenza di vitamina D potrebbe essere una delle cause della psoriasi, si legge in uno studio statunitense. Ma servono ulteriori approfondimenti. Come interpretare i risultati e come regolarsi


L’importanza della vitamina D per la salute è chiara da tempo. La sua carenza aumenta infatti il rischio di osteoporosi e secondo diversi studi potrebbe avere un ruolo anche in alcune malattie autoimmuni, fra cui l’artrite reumatoide, la malattia di Crohn, il lupus eritematoso sistemico e la sclerosi multipla. Alcune ricerche hanno mostrato che potrebbe anche prevenire o rallentare lo sviluppo del cancro. Inoltre c’erano già indizi di un potenziale collegamento fra bassi livelli di vitamina D e psoriasi e oggi un nuovo studio conferma questa relazione. La ricerca, condotta dalla University of Kansas, è una meta-analisi, una revisione di numerosi studi sul tema. I risultati sono pubblicati in un paper open access sul Kansas Journal of Medicine.

I riflettori sulla vitamina D

La vitamina D è prodotta naturalmente dal nostro organismo quando ci esponiamo al sole e questa è la sorgente principale – anche se è anche contenuta in alcuni alimenti, come uova, carni e pesce. Molte persone soffrono di un’insufficienza (più lieve) o di una carenza di vitamina D. Questo avviene soprattutto in inverno a causa della minore esposizione ai raggi solari: secondo recenti dati ad averla potrebbe essere la metà degli italiani. Da tempo l’opportunità della supplementazione con questo componente è oggetto del dibattito medico-sanitario, con risultati e pareri a volte discordanti.

Nella psoriasi in alcuni casi esporsi al sole ha dimostrato di attenuare i sintomi e anche per questo gli scienziati si soffermano sul ruolo della vitamina D. È dimostrato che questo componente abbia una parte nella proliferazione e nella rigenerazione dei cheratinociti, le cellule più abbondanti della pelle. Anche per questo, si ritiene che una sua carenza possa aumentare il rischio di problemi alla pelle. E le evidenze ci sono già: alcune ricerche hanno osservato un legame con alcune malattie autoimmuni della pelle, come il pemfigo volgare, il pemfigo bolloso, l’alopecia areata e la vitiligine.

Lo studio

Per tutti questi motivi, i ricercatori hanno condotto una meta-analisi, ovvero un’analisi dei risultati di diversi studi. Inizialmente ne hanno selezionati 107, ma solo alcuni soddisfacevano i criteri dell’indagine. In tutto, gli autori hanno analizzato i dati di 693 pazienti con la psoriasi e più di 6.200 casi di controllo che non avevano la malattia, tutti residenti negli Stati Uniti.

Vitamina D, i risultati

I risultati mostrano una relazione significativa fra livelli bassi di vitamina D e la psoriasi, riportano gli autori – o meglio di vitamina D-25OH nel sangue, un pre-ormone convertito nei reni nella forma biologicamente attiva della vitamina D. Tuttavia, lo studio non è in grado di stabilire una relazione di causa-effetto fra una carenza di questo componente e la psoriasi. Ma gli autori scrivono che potrebbe essere una causa della psoriasi, che rimane una malattia multifattoriale dovuta a varie cause.

Lo studio conclude che sono necessari ulteriori approfondimenti per capire se un paziente psoriasico possa trarre benefici dalla supplementazione. In ogni caso, potrebbe essere importante misurare attraverso le analisi del sangue i livelli di D 25-OH, si legge nelle conclusioni. Questo non solo per fornire eventualmente una supplementazione, ma anche per prevenire altri problemi dovuti alla carenza di vitamina D.

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